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Quanto costa gestire un e-commerce ogni mese

di Damiano Battista · 6 luglio 2026

Quando qualcuno mi chiede un preventivo per un e-commerce, la prima domanda è quasi sempre sul prezzo del sito. È la domanda giusta, ma è solo metà della storia. Il sito lo paghi una volta (o a rate); l’e-commerce invece lo paghi ogni mese, che venda o no. E questa seconda parte, per esperienza, è quella che sorprende di più chi apre il primo negozio online.

Ho deciso di mettere nero su bianco tutte le voci di spesa ricorrenti, così arrivi preparato e non ti trovi conti a sorpresa dopo tre mesi. Niente listini finti: ti do fasce e, soprattutto, ti spiego da cosa dipendono.

Le voci fisse: quelle che paghi comunque

Ci sono spese che esistono a prescindere dal fatto che tu venda una cosa o mille.

La prima è l’hosting. Per un e-commerce non basta lo spazio web da pochi euro pensato per un blog: serve qualcosa che regga il carrello, le sessioni utente e i picchi. Qui si va da una spesa mensile contenuta con un hosting gestito fino a cifre più serie se hai un catalogo grosso o molto traffico.

Poi c’è il dominio, che è annuale ma va spalmato: pochi euro l’anno, niente di preoccupante.

Il certificato SSL oggi spesso è incluso, ma su alcune configurazioni è una voce a parte. E infine gli strumenti: il gestionale, l’email marketing, magari un plugin premium per la fatturazione o le spedizioni. Ognuno costa poco da solo, ma sommati fanno la differenza. Il mio consiglio è partire con l’essenziale e aggiungere solo quando serve davvero.

Le voci variabili: crescono con te (ed è un buon segno)

Qui il ragionamento si ribalta. Queste spese aumentano quando vendi di più, quindi non sono un costo che subisci: sono una percentuale del tuo successo.

Le commissioni sui pagamenti

Ogni volta che un cliente paga con carta, il circuito trattiene una percentuale sulla transazione, spesso con una piccola quota fissa. È fisiologico e non si azzera. Su volumi bassi incide poco in valore assoluto; quando il fatturato sale, invece, diventa una voce da tenere d’occhio e magari da rinegoziare.

Le spedizioni

Non sempre le paghi tu, ma vanno gestite: contratti con i corrieri, resi, imballaggi. Anche quando le scarichi sul cliente, il modo in cui le presenti influenza le vendite.

Il marketing

È la voce più elastica di tutte. Puoi spendere zero e crescere solo con contenuti e passaparola, oppure investire in advertising e vedere risultati più rapidi. Non esiste una cifra “giusta”: dipende dal margine sui tuoi prodotti e da quanto in fretta vuoi crescere.

Quanto serve davvero per partire, in concreto

Per far girare un e-commerce piccolo o appena avviato, il budget mensile di base è più basso di quanto molti immaginano: si parla di poche decine di euro tra hosting, dominio spalmato e un paio di strumenti essenziali. A questo si aggiungono le commissioni sui pagamenti, che però le paghi solo quando incassi, e quindi non pesano nei mesi lenti. Il salto di spesa vero arriva con due cose: il marketing, se decidi di spingere sull’advertising, e la manutenzione, quando il negozio cresce e non puoi più permetterti che si rompa. La mia regola pratica è tenere separati i costi tecnici (prevedibili e contenuti) da quelli di crescita (marketing e advertising), che decidi tu mese per mese in base a come sta andando. Così sai sempre qual è il tuo pavimento di spesa e quanto stai scegliendo di investire sopra.

La voce che quasi nessuno mette a budget: la manutenzione

Un e-commerce è un software vivo. Ci sono aggiornamenti di sicurezza, backup, plugin che ogni tanto litigano tra loro, e la necessità di sistemare piccole cose prima che diventino grandi. Puoi gestirla da solo se te la cavi, affidarti a un canone di assistenza, oppure chiamare qualcuno solo quando serve.

Io tendo a impostare i progetti in modo che la manutenzione sia il più leggera possibile fin dall’inizio: se vuoi capire il mio approccio quando costruisco un negozio online, parto sempre da basi solide proprio per non scaricarti addosso costi ricorrenti evitabili. Un e-commerce costruito male costa poco a farsi e tantissimo a mantenersi.

Il conto finale (che devi fare tu)

Non posso darti una cifra unica perché non esiste. Un negozio con dieci prodotti artigianali e uno con mille referenze e migliaia di visite al giorno vivono su pianeti diversi. Ma se separi le tre famiglie di costo — fissi tecnici, variabili sulle vendite, investimenti di crescita — hai in mano tutto quello che serve per fare una previsione onesta. E una previsione onesta, prima di partire, vale più di qualsiasi preventivo ottimista.

FAQ

Posso partire con un budget mensile basso? Sì. Con hosting gestito, un tema solido e pochi strumenti essenziali si parte con poche decine di euro al mese. I costi crescono quando aumentano traffico, ordini e advertising, non prima.

Le commissioni sui pagamenti si possono ridurre? In parte. Le percentuali dei circuiti sono abbastanza standard, ma cambiano col volume e col mix di metodi di pagamento. Su fatturati alti conviene rivedere il contratto con il gestore, non cambiare piattaforma.

Domande frequenti

  • Posso partire con un budget mensile basso?

    Sì. Con hosting gestito, un tema solido e pochi strumenti essenziali si parte con poche decine di euro al mese. I costi crescono quando aumentano traffico, ordini e advertising, non prima.

  • Le commissioni sui pagamenti si possono ridurre?

    In parte. Le percentuali dei circuiti sono abbastanza standard, ma cambiano col volume e col mix di metodi di pagamento. Su fatturati alti conviene rivedere il contratto con il gestore, non cambiare piattaforma.

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